Tour de France 2026, Top/Flop del giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Tour de France 2026.

  • Mauro Schmid (Team Jayco AlUla): Gli australiani sono stati tra i più lesti a muoversi nella fuga e lo svizzero il finalizzatore perfetto. Freddezza, lucidità e grande intelligenza ciclistica per Schmid che coglie un successo prestigioso, che suona come una rivincita dopo la beffa nella passata stagione in quel di Tolosa. L’obiettivo di squadra era di vincere una tappa, e hanno fatto di tutto per cogliere una delle migliori occasioni che la corsa offriva.
  • Harold Tejada (XDS Astana Team): a 29 anni sta vivendo la miglior stagione della sua carriera. Vittoria di tappa alla Parigi – Nizza, quarto posto all’UAE Tour. Vincere oggi sarebbe stata la ciliegina su una torta particolarmente dolce. Non è andata, ma ci è mancato poco. Perfetto tatticamente, il colombiano sembra aver raggiunto una nuova dimensione di maturità. E chissà se la corsa non possa regalargli altre chance.
  • Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling): Il bilancio è dolceamaro, lui stesso lo ammette. Forse tatticamente non impeccabile nel finale, ma il britannico si è trovato a correre contro tutti e alla fine oltre al terzo posto è arrivato un bel salto, fino al quarto posto in classifica. Chiaro che se vorrà restare ai piani alti del Tour dovrà fare un salto di qualità a livello di rendimento in salita, ma non si può dire che non ci stia provando.
  • Romain Gregoire (Groupama – FDJ United): bravo a inserirsi nel tentativo buono, il campione francese si scioglie come neve al sole quando la strada si fa impegnativa. Una sorpresa, considerate le sue doti, ma va detto che nelle ultime giornate non aveva dato l’impressione di essere al top. Da capire se sia un problema di condizione o ci sia dell’altro, sta di fatto che oggi ha reso ben al di sotto delle aspettative.
  • La borraccia negata: Una delle immagini iconiche del ciclismo è il famoso passaggio di borraccia tra Coppi e Bartali. Vedere oggi il meccanico della Netcompany negarne una a Jordan Jegat sul Ballon d’Alsace non è stata una bella immagine. Le motivazioni possono essere molteplici, tuttavia in un’edizione del Tour de France in cui il caldo fa da padrone e i corridori hanno un elevato bisogno di idratarsi, un po’ di fair play non guasta. Di contro, si può dire che la TotalEnergies avrebbe potuto distribuire meglio i suoi uomini, essendo ben rappresentata in fuga
  • Lidl-Trek: il loro Tour de France ha rasentato la perfezione, ma oggi non è stata una buona giornata. Presenti con il solo Mads Pedersen nella maxi-fuga, perdono terreno nella classifica a squadre e soprattutto aspettano troppo per provare a ridurre il distacco da Tom Pidcock, presente tra gli attaccanti. Se per quanto riguarda Juan Ayuso il controsorpasso sembra quasi una formalità, lo stesso non si può dire per Mattias Skjelmose che, infatti, è apparso infastidito al traguardo.

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